Numeri dopo l’Impresa

Cari amici genoani ci ritroviamo a parlare dopo più di una settimana con altri sei punti in saccoccia e la convinzione che la classifica del Grifone a questo punto non può essere considerata frutto del caso. Sembra quasi che l’atteggiamento della squadra abbia subito un’inversione di tendenza storica dimostrata dal filotto di tre vittorie consecutive in trasferta: impresa che il grifone non raggiungeva da tempi remoti. Per la precisione l’ultima volta in cui la società rossoblu vinse almeno tre partite lontano da Marassi in successione risale al campionato 1937/1938 quando l’allora Genova 1893 ne vinse 5 sconfiggendo a domicilio consecutivamente Lucchese Roma Atalanta Fiorentina e Torino e la classifica finale ci vide terzi dietro Ambrosiana e Juve (chissà che…). Anche i confronti con le ultime stagioni parlano chiaro: 20,27,13,18,9,16,15 sono i punti raggiunti in trasferta alla fine di ogni stagione dal ritorno in massima serie mentre quest’anno solo nelle prime 5 i punti sono 11 con prestazioni quasi sempre maiuscole se si escludono i primi tempi di Firenze e Verona sponda chievo. Indicativo è poi il confronto tra i punti dopo la decima giornata sempre dal 2007 ad oggi: 13,17,16,11,15, 9,11 e ciò valorizza, se possibile, ancora di più i 18 odierni ottenuti sicuramente grazie al lavoro svolto dalla società e dal tecnico. A proposito di quest’ultimo mi farebbe piacere se evitasse di citare i dirimpettai ogni volta che viene intervistato e pensasse soltanto ad allenare la squadra, lasciando da parte i commenti da bar che solitamente competono ai tifosi. Un capitolo a parte meriterebbe la partita con la Juve che è stato il prototipo di come vanno affrontate le grandi squadre: attenti, cattivi e soprattutto opportunisti al mille per mille :P… certo con un portiere saracinesca il lavoro è senza dubbio facilitato anche perché la parata su Morata è stata qualcosa ai limiti del naturale quasi come il miracolo di Banks su Pelè a Messico ’70 (se mi è concesso il paragone). Chiuso il capitolo ‘passato recentissimo’ analizziamo la sfida di domani in terra sarda. Genoa e Cagliari si affrontarono la prima volta nel campionato di serie B del ’34-’35: il grifone era al primo campionato di seconda serie della sua storia e proprio in quella stagione iniziò una rifondazione che lo avrebbe portato nuovamente a rivaleggiare con le grandi del calcio italiano fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale. Il primo confronto in terra sarda terminò 1-0 per il Grifone all’inizio del girone di ritorno che si sarebbe concluso con il trionfale ritorno in massima serie dopo un solo anno di purgatorio. Per ritrovare le due società nella stessa categoria bisogna andare avanti alla stagione ’52-’53 quando il Genoa, al terzo torneo di serie B della sua storia, pareggiò a Cagliari 1-1 in un campionato che lo avrebbe condotto alla propria seconda promozione. Una citazione merita il confronto del ’64-’65 che segnerà un crocevia per le due società: il Genoa retrocederà e non vedrà più la massima serie per ben 8 stagioni mentre per il Cagliari, alla prima stagione in Serie A, quello sarà l’inizio dell’epopea che lo condurrà qualche anno più tardi al leggendario scudetto del ’70 grazie soprattutto alle imprese di Gigi Riva. Il confronto si concluse con un 2-1 per i padroni di casa. L’incrocio successivo risale al campionato di serie a 1973-1974 e nasconde una curiosità: in un campionato disastroso per il grifone, che salutò la massima serie dopo una sola stagione, quella fu l’unica vittoria (1-0) in trasferta con un cagliari peraltro ormai lontano parente di quello scudettato e che sarebbe retrocesso solamente due anni dopo. Nel ’78-’79 il match torna infatti nella serie cadetta e vede inevitabilmente una vittoria dei sardi (2-1) che a fine anno otterranno la promozione mentre il Genoa chiuderà con un piazzamento anonimo ma condito dalla vittoria nel derby d’andata e dal titolo di capocannoniere della categoria ottenuto dal suo giocatore simbolo Giuseppe ‘Oscar’ Damiani. Nell’82 il confronto torna in serie A dopo 7 stagioni e vede le due società salvarsi a braccetto a spese di due nobili: Milan e Bologna (alla sua prima retrocessione in assoluto). Il confronto comunque è tragico per il Genoa in cerca di punti salvezza: al vantaggio di Boito rispondono prima Ravot e allo scadere Piras costringendo il Genoa al filotto finale di due vittorie e un pareggio con Bologna, Catanzaro e Napoli nelle ultime tre giornate. La stagione successiva invece vede un pareggio per 1-1 e la retrocessione dei rossoblu sardi. Con la retrocessione Genoana del 1984 si apre un triennio di confronti nella serie cadetta con, in successione, due vittorie sarde per 1-0 e nel terzo anno un pareggio verso fine campionato per 2-2 frutto di una rimonta cagliaritana che si rivelerà inutile per la salvezza sarda e che invece risulterà decisiva per il Genoa (peraltro mai vittorioso in trasferta in quel campionato) che perderà il treno spareggi-promozione per un solo punto. E giungiamo così agli anni ’90. Nella stagione d’oro del quarto posto il grifone perde 1-0 alla vigilia di capodanno a causa di una papera di Braglia favorita da un rimbalzo maledetto mentre l’anno successivo la trasferta in Sardegna, conclusasi 1-1, coincise con l’ultimo punto del campionato della banda Bagnoli, ancora in lotta per un posto UEFA, alla quale purtroppo seguirono 6 sconfitte consecutive che chiusero una stagione comunque ricca di soddisfazioni. Nel 92-93 un bel Cagliari che otterrà la qualificazione in coppa Uefa liquidò con un secco 3-0 i rossoblu di Maselli mentre nel 93-94 il Grifone, con Scoglio in panchina, ottenne un pareggio per 0-0 in un’annata prestigiosa per il Cagliari che giungerà in semifinale di Coppa Uefa arrendendosi solo all’Inter poi vincitrice. La sconfitta per 1-0 del campionato ’94-’95 chiude il ciclo in serie A del Genoa di Spinelli, complice la retrocessione dopo lo spareggio di Firenze, e dovranno attendersi 3 anni per ritrovare le due società nella medesima serie, quella cadetta. Nel ’97-’98, con un Cagliari appena retrocesso e che otterrà al primo tentativo la promozione, il Genoa ottiene un pareggio per 1-1 ininfluente per la propria classifica ma è solo con la retrocessione del Cagliari nel 2000 che si avranno diverse sfide consecutive in terra sarda tra le due società: precisamente 4 tra il 2000-2001 e il 2003-2004 (anno della promozione cagliaritana) con 4 sconfitte consecutive (3-0, 2-1, 1-0, 2-0) che mostrano la mancanza di feeling storico tra il Grifone e il Sant’Elia. Arriviamo dunque ai tempi recenti. Con la promozione Genoana in massima serie del 2007 le due società si ritrovano insieme in serie A e danno vita a 7 confronti in sette stagioni consecutive. La prima stagione vede un successo in rimonta per il Cagliari di Ballardini che risponde con una doppietta di Acquafresca al vantaggio di Lucarelli e alla traversa di Criscito. Nell’anno di MILITO il Genoa apre in quel campionato un ciclo di quattro vittorie consecutive (Cagliari Udinese Reggina Juventus) proprio in Sardegna portando a casa l’1 a 0 grazie alla marcatura del POLLO Olivera a dieci minuti dal termine, seguita invece nel campionato successivo da una sfortunata sconfitta per 3-2 con una doppia rimonta Cagliaritana che rispose alla reti di Mesto e Floccari. Nel 2010/2011 con Ballardini in panchina i liguri trovano tre punti pesantissimi con un gol di testa di Ranocchia allo scadere dopo un match privo di emozioni. Seguirono due sconfitte: la prima a gennaio del 2012 per 3-0 che coincise con l’esordio sulla panchina rossoblu di Pasquale Marino e che non merita approfondimento mentre quella successiva (2-1) fu il frutto dell’ennesima rimonta subita in sardegna dai rossoblu che erano passati in vantaggio con Pisano. La sconfitta più amara è però sicuramente quella dello scorso anno con il Genoa che dopo un gran primo tempo era passato in vantaggio con rete di Gilardino e che rimase in dieci per la clamorosa e ingiusta espulsione di Manfredini per mano dell’arbitro Giacomelli il quale rimise in partita un Cagliari che trovò pareggio e vittoria allo scadere con doppietta di Sau. Domani nuovo capitolo di questa infinita storia con una classifica che potrebbe farsi ulteriormente da vertigini quindi meglio non sbilanciarsi… L’unica speranza, dati i precedenti, è di non segnare per primi… -.-

Numeri dopo l’Impresaultima modifica: 2014-11-08T15:09:55+01:00da omegoingleise
Reposta per primo quest’articolo