Divagazioni a mente fredda

Lasciar passare almeno 24 ore dopo certe partite permette di valutare le cose con occhio critico senza farsi trascinare da eccessivi allarmismi o da eccessivi entusiasmi. Ebbene voglio essere onesto: fino al 72′ del match del Bentegodi i miei pensieri sono andati al calendario delle prossime tre giornate nelle quali nessuno, anche tra i più ottimisti, si potrebbe aspettare sulla carta più di 2 o 3 punti. Tutto questo suggerisce che col risultato maturato fino a quel momento ci saremmo ritrovati a 11/12 punti dopo la partita di Cagliari e quindi ad una sorta di ultima spiaggia per il Gasp che in un simile frangente probabilmente si sarebbe giocato tutto, o almeno buona parte della propria credibilità, contro il Palermo dopo la pausa di metà novembre. Il calcio però miei cari amici balordi esiste per far parlare in settimana di numeri e statistiche e inesorabilmente per zittire nel giro di due minuti (per la precisione il minutaggio trascorso tra il gol di Matri e il rigore che ha portato all’espulsione). Questo infatti è quello che la partita di ieri ci ha mostrato: un grifone in crescendo che nella ripresa ha raggiunto una delle vittorie più pesanti che io ricordi e il merito è sicuramente e soprattutto di chi ha saputo leggere la partita in corso d’opera. Non mi viene difficile ammettere quest’ultimo aspetto nonostante la mia scorsa lettera e ciò a dimostrazione che l’onore al merito va sempre reso anche a chi, ribadisco, ti ha mancato di rispetto. Dopo la partita di ieri e un buon campione statistico di match in questa stagione mi sembra giusto effettuare un confronto tra i punti conquistati nelle singole partite e quelli, a parer mio, effettivamente meritati. Tale confronto mi ha portato a questo risultato:

NAPOLI 0(1) FIORENTINA 1(1) LAZIO 3(1) VERONA 1(3) sandoria 0(1) PARMA 3(3) EMPOLI 1(1) CHIEVO 3(1).

Ciò significa che le prestazioni del grifone mostrate finora rispecchiano all’incirca la propria classifica. Volutamente ho omesso il peso degli errori arbitrali: il più pesante, dal punto di vista di come può aver influito sul risultato, è senza dubbio il tocco di mano in Genoa Empoli senza il quale probabilmente il Grifone, nonostante una prestazione non all’altezza, avrebbe conquistato i 3 punti… MA io sono uno dei pochi, forse l’unico, che è convinto che gli errori dei direttori di gara, stante la buona fede della classe arbitrale, si compensino alla fine molto più dei punti meritati col gioco. Questo bottino ci consente ora di guardare con fiducia alla Vecchia Signora, (sognare del resto non costa nulla) e poi misurare noi stessi con due trasferte, Udine e Cagliari, che forse potranno dare una risposta definitiva sul nostro ruolo in questo campionato. Intanto ragioniamo un po’ sulla partita di domani, una classica del nostro calcio. Il primo confronto con la Juventus risale infatti al lontano 13 aprile 1903: si tratta della finale del campionato che vide il Grifone trionfare con un secco 3-0 in quel di Ponte Carrega, all’epoca campo di casa della società Genovese. Da allora gli scontri con la società bianconera in terra ligure ammontano a 72 tra campionato (e competizioni belliche sostitutive) e coppa italia. Le vittorie rossoblu sono 28, quelle piemontesi 26 e i pareggi 18. Tra le partite storiche, oltre la prima, non si può non menzionare quella del 9 febbraio 1941 in piena guerra. Nonostante lo storico bombardamento avvenuto la mattina per mano Britannica e con una città in macerie, il popolo rossoblu accorse oceanico al Ferraris per il match di cartello della giornata di serie A nel quale il Genova1893 “sfondò le reni” alla compagine bianconera con le reti di Lazzaretti e Bertoni che sancirono il meritato 2-0. Andando avanti di 40 anni, altra storica vittoria fu ottenuta nella stagione 1981/1982. I ragazzi di Simoni l’8 novembre del 1981 sconfissero i futuri campioni d’Italia ribaltando il vantaggio iniziale di Cabrini con reti di Romano e con la storica marcatura di Pasquale Iachini che incrociò in corsa dopo un’azione magistrale coronata dall’assist di Briaschi, mettendo la firma su due punti pesantissimi ai fini della salvezza. I due ricordi più dolci in epoca recente sono legati inevitabilmente alle due qualificazioni europee della storia rossoblu: il primo ovviamente risale al 26 maggio del ’91 quando il missile di Branco e la rete di Skhuravy ci aprirono le porte dell’Uefa ed esclusero la Vecchia Signora dai palcoscenici europei dopo 28 anni di qualificazioni consecutive. Il ricordo impresso nella memoria collettiva dei più giovani è senza dubbio però quello del sabato di Pasqua del 2009 quando la banda Gasperini inflisse una sonora lezione di football ai bianconeri di Ranieri con doppietta di Thiago Motta e rete verso lo scadere di Palladino su assist di Rossi che sancirono il tramonto delle velleità di scudetto bianconere e rafforzarono il sogno Champions, poi sfiorato, del Grifone.Tutto questo in uno stadio che quella sera raggiunse il record di spettatori dal ritorno in massima serie e che, se escludiamo i derby, non abbiamo purtroppo più raggiunto… Decisamente altri tempi 🙂

Divagazioni a mente freddaultima modifica: 2014-10-28T23:31:25+01:00da omegoingleise
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